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Day 42 - Kargil: punto strategico fin dall'antichità

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Ci svegliamo questa mattina verso le 8.30 e, dopo aver fatto colazione, usciamo per andare al Museo dedicato a Mushi Aziz Bhat, uno dei primi commercianti di questa zona che, seguendo la via della seta, iniziò a collezionare beni dall'Occidente e dall’Oriente.

Questo museo raccoglie, tra le altre cose, manufatti tradizionali tipici di queste montagne, utilizzati nella vita quotidiana fino a circa un secolo fa (come pentoloni in pietra, gioielli, addobbi per i cavalli) e i primi beni provenienti dal resto del mondo: saponi, tinture, penne stilografiche, rasoi.

 

 

C'è persino un sacco di zucchero proveniente da Cuba: incredibile considerando che all'epoca l'unico modo per portarli fin qui era caricando sugli animali e andando a piedi! Ci viene spiegato che all'epoca anche solo vedere arrivare i commercianti con tutti questi beni veniva festeggiato come un evento. Abbiamo l'opportunità di intervistare il proprietario che ha aperto il museo, che ci spiega come è nato: la sua famiglia aveva un caravanserraglio che era stato chiuso verso metà del 1900 perché non c'era più affluenza anche a causa della guerra tra Pakistan e India.

Quando il nonno morì i nipoti ereditarono il caravanserraglio e lo aprirono per vedere cosa contenesse. Ciò che trovarono li lasciò sbalorditi:  libri, vestiti, utensili e tutta la merce che fu portata da varie parti del mondo nei secoli passati. Decisero pertanto di aprire un museo per mantenere vivo il ricordo di quell'epoca. 

Torniamo poi in hotel per un pranzo veloce, recuperiamo i veicoli e ci dirigiamo verso Hunderman, un villaggio che si trova proprio al confine con il Pakistan. Anche qui saliamo per una strada sconnessa che ci porta sempre più verso la cima delle montagne. Ci viene comunicato di stare attenti a non uscire dalla strada perché è una zona molto pericolosa a causa della presenza di mine.
Arriviamo al villaggio, quasi nascosto nella roccia, e rimaniamo impressionati dall'aria spettrale di questo posto: ci vivono ormai poche persone che si occupano di coltivare i piccoli appezzamenti di terra circostanti. Veniamo accompagnati in giro per il villaggio dagli abitanti e la guida ci dice di fare molta attenzione quando camminiamo in quanto molti piani rialzati rischiano di crollare. È per noi incredibile assistere a questa quotidianità estremamente povera e semplice, lontana da ogni comodità e modernità cittadina.

Nel tornare verso Kargil dobbiamo fare molta attenzione perché una parte di strada è esposta verso il Pakistan e, se ci fermiamo, saremmo sicuramente notati e potrebbe esserci anche il rischio di un'apertura del fuoco Pakistano. Passato questo tratto tiriamo un sospiro di sollievo e  proseguiamo fino a tornare all'Hotel. Ci ritroviamo poi per la cena e andiamo a dormire presto.

 

  smartslider3[77]

 

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